Mistero a Londra

Racconto a puntate di Oscar Weidmann, 2A

Capitolo 2

Si erano riuniti per fare il punto della situazione, allora, un uomo entra a palazzo di notte, la regina muore, e il tesoro reale non viene minimamente toccato, queste erano informazioni che li avevano fatto pensare che alla reggia ci fosse qualcosa di più prezioso, anche se queste erano supposizioni erano quasi sicuri, il fatto era uno solo, come confermalo?

Giulia  propose di guardare su internet se c’erano alcune leggende, luca di controllare ancora la camera della regina. Cosi si dividerò, ore dopo, si ritrovarono all’hotel, e dalle facce, sembrava che avessero qualcosa di importante da riferire a gli altri componenti della banda.

Giulia, racconto di avere navigato a lungo, fino che trovo una leggenda, raccontava dell’ architetto del big bang, il parlamento britannico, esso lo aveva costruito per la regina, ma per costruirlo uno materiali estremamente rari e preziosi, alcuni documenti narravano anche che uso dell’ oro nella costruzione, magari l’assassino, sperava che la regina avesse qualche documento a riguardo, o magari qualche testimonianza, di certo testimoni oculari non ne esistevano.

Luca, invece era andato a controllare la famosa stanza del delitto, aveva tastato tutte le pareti, fino a che, le sue mani erano ricadute in una fessura lungo il tessuto che ricopriva esse. Aveva cercato di far pressione sulla fessura che magari nascondeva una porta, ma non cera stato verso, la fessura resisteva. Aveva addirittura spostato tutti i mobili, ma era servito. Sotto una cassapanca, anch’essa di velluto, si celava una levetta microscopica, ed era arrugginita, segno che era li da tempo, magari ancora prima di “Elisabetta I”. ma non aveva ancora aperto la porta, disse che voleva farlo con tutti, ma pochi di noi ci crederò veramente, sapevano che a lui venivano le grandi idee, ma che non era molto coraggioso.

Comunque, trovo il coraggio di entrarci il giorno dopo con tutta la squadra, varcata la soglia, il corridoio si presenta molto grazioso, con dei lampadari in oro, e del velluto bianco, che rendevano il corridoio molto pulito, il contrario di quello che sembrava dall’esterno. Sulle pareti, iniziarono a comparire dei quadri, che raffiguravano la storia della reggia. Ci misero quasi due ore, per percorrere l’ intero corridoio, fino che arrivarono, alla porta di un ascensore, anch’esso bianco.

Non avevano idea di dove sarebbero finiti, ma decisero comunque di salire, fu una salita breve, ma allo stesso tempo lunga, chissà cosa si celava dietro di essa…

Continua…

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