cielo e terra

Racconto  di Oscar Weidmann, 2A

 

Il Paradiso si estendeva a perdita d’occhio. Sopra le nuvole che fungevano da terreno, gli angeli si innalzavano leggiadri. Naturalmente, non posso raccontarvi la storia di tutti gli angeli, anche se le vite di molti di loro sono particolari, quindi mi concentrerò su uno di questi individui.

Il suo nome era Davide. Davide era un angelo dall’aspetto classico: capelli biondi leggermente lunghi, occhi azzurri, tunica bianca, aureola e ali. Sulla terra l’avrebbero definito il principe azzurro, ma lui non era interessato a ciò che gli altri pensavano di lui. Lui ammirava una ragazza in particolare, una ragazza che gli aveva scaldato il cuore, una ragazza che portava il nome di Sara, con i capelli castani.

“Mio Signore, mi sono innamorato di un’umana. Lei è la dea della bellezza e la musa della mia vita. Volevo chiederle un consiglio: andare da lei o restare al suo fianco?”.

“Caro Davide, anche se mi mancheresti, questa decisione la devi prendere tu, col cuore. Dormici sopra e vedrai che domani non sarai più in dubbio, ma deciso”.

Con queste parole, il Signore scomparve dietro un panno mosso dal vento. Dopo aver salutato amici e parenti, Davide partì. Prese la rincorsa, aprì le ali, e scese, diretto dalla sua amata. Il viaggio fu terribile, ma quando vide la terra, tutto cambiò. Rimase immobile, con la bocca spalancata per lo stupore. Il Paradiso non era niente in confronto a quella distesa di alberi e laghi! Si riprese e ripartì. Mancavano al massimo cinque metri. Atterrò su una pianura piena di fiori e decise di coglierne alcuni esemplari per Sara. Una volta colti, li fissò alla base con un nastro rosso, che fermò con un bellissimo fiocco. Quando si era innamorato di Sara, l’aveva vista affacciata alla finestra di una graziosa casetta sul mare: suppose quindi che l’avrebbe trovata lì, o nei paraggi.

Dopo qualche oretta di cammino, eccolo giunto al mare. Era stato facile trovare il luogo. Lungo il tragitto, aveva incontrato un fiume, che aveva visto molte volte. Dopo un po’, riconobbe la casetta della sua amata. Davide, che non aveva idea di come dichiararsi alla sua amata, decise di bussare alla porta di Sara, che aprì dopo qualche secondo.

“Chi siete?” chiese, spaventata.

Davide, leggermente imbarazzato, chiese di poter entrare, così le avrebbe spiegato tutto. Dopo alcuni istanti, la ragazza rispose, esitante:

“Certo, fate come se foste a casa vostra.”

“Questi fiori sono un omaggio alla vostra divina bellezza.”

“Grazie, ma non posso accettare…”

“Perché no?” chiese l’angelo, incuriosito.

“Ti saranno costati una fortuna… sono così belli…”

“Ma no!” esclamò Davide “li ho raccolti nel bosco, qui accanto, durante il lungo viaggio per raggiungerti.” “Oh… sarai molto stanco… perché non ti fermi qui? Ho la camera per gli ospiti.”

“Non vorrei recarti fastidio…”

“Non preoccuparti, per me è un piacere” rispose alzando leggermente la voce.

“Se proprio insisti…”

La mattina seguente, quando si svegliarono, decisero di andare subito alla spiaggia. Essa si presentava in tutto il suo splendore: il sole faceva sembrare i granelli di sabbia dei brillantini, e le onde giocavano vivaci, urlando le loro gioie al vento. L’angelo e la ragazza continuavano a guardarsi sottecchi, ogni tanto si incantavano mentre si osservavano. Finché, le loro labbra si sfiorarono, fino a baciarsi.

“So che potrebbe sembrare un po’ affrettato, ma io ti conosco, ti osservo da moltissimo tempo. Non sono un ragazzo nella norma. Devo rivelarti qualcosa di me… ”

 

Erano passati quasi sei mesi da quando Davide e Sara si erano incontrati, ma questo non aveva più importanza…

Sara lo stava chiamando, e dal tono della voce sembrava avere favolose novità. “Arrivo” gridò Davide in risposta. Erano rimasti nella casa di Sara, che si affacciava sul mare, rivolta verso nord-est. Davide attraversò di corsa la cucina, e entrò in sala. Sara era seduta sul divano, e aveva in mano una busta. “Ho trovato lavoro!” Sara era così eccitata che gli saltò al collo, “bellissimo!”. Era da anni che Sara sognava di essere biologa, e quel momento era arrivato. Davide intanto lavorava per un caffè, il suo gerente era molto severo, e non sopportava neanche un minimo errore. Il lavoro di Sara era un lavoro molto soft, ma Sara tornava a casa tardi. Davide notava che i suoi rapporti con Sara si stavano raffreddando; ad esempio, si vedevano pochissimo, la sera, per mangiare. Davide, inoltre, notava che lui viveva anche senza di lei, non era più come in passato: qualcosa era cambiato, magari per il fatto che le persone a lui care non erano al suo fianco, magari era un po’ un tradimento verso le sue terre e verso i suoi cari. Sara era tornata, Davide era ancora impresso nei suoi pensieri, doveva dirglielo? Andò a dormire. La notte sognò lui che tornava nella sua casa, e tutti lo aspettavano, felici ma anche delusi. La mattina fu svegliato dai raggi del sole, Sara dormiva ancora al suo fianco, lui ripensava al sogno che lo aveva tormentato tutta la notte. Sara sbadigliò, e si sedette sul letto. Davide guardava fuori dalla finestra, fino a quando sentì il calore del corpo di Sara che lo abbracciava, Davide parlò: “Ricordi quando ti dissi che ti dovevo rivelare qualcosa su di me?” “Sì!” “Ecco, io non sono normale, io sono un angelo, vengo dal cielo, e quella è la mia terra, voglio tornare nella mia patria. Voglio che tu venga con me.” Lei disse tre semplici parole ma con molto significato “No, non verrò!” e così scomparve. Davide invece scese in spiaggia, prese la rincorsa, e… spalancò le ali e anche lui scomparve, ma in mezzo alle nuvole.

La settimana seguente:

Davide era tornato dalla sua famiglia, appena arrivato una folla gli si era riversata sopra, ma non per cattiveria, erano tutti molto felici, uno a uno lo abbracciarono, ma lui si sporse dal balcone, guardò giù e la vide: Sara, era seduta sulla sabbia, ma non era sola, da parte a essa, sedeva infatti un ragazzo… non uno qualunque, ma il suo sostituto.

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Un pensiero su “cielo e terra

  1. apprezzo molto la voglia di di fare di questi ragazzi, che si mettono a disposizione per creare questi testi, questo testo mi ha toccatto letteralmente, e volevo fare i complimenti all’ autore

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