Tayler

29 giugno 2012

Ecco le parole, secondo me più adeguate, da scrivere alla signorina Joens:

Gentile signorina Joens,                                                                                                                              spero di non disturbarla. Un giorno, mi farebbe piacere conoscerla. Le sto scrivendo per un compito che devo svolgere. Io a scuola vado bene, ma devo andare super bene per restare nella mia squadra di nuoto, perché sono molto esigenti. Mi scusi infinitamente, non mi sono nemmeno presentata: sono Tayler Biscotti, ho diciassette anni e frequento il liceo AUSTRALIEN OF SCHOOL. Mi scusi ancora se le ho rubato del tempo. Mi dispiace se ho scritto poco, ma sono una ragazza molto timida e di solito non scrivo agli sconosciuti.

Cordiali saluti,

Tayler Biscotti

 

Credo possa bastare, mi sono già sprecata troppo per questa lettera. Ora credo proprio che andrò a preparare la cena. Dopo aver fatto un allenamento estenuante e aver scritto una lettera “lunghissima”, devo scendere in cucina e preparare la cena ai piccini. Mamma mia, sono più stancanti le loro faccende che tutto il resto della mia vita! Credo che cucinerò qualcosa di semplice. Onestamente, sono brava a cucinare, ma questa sera non ne ho voglia perciò farò un semplicissimo piatto di pasta in bianco.

Domani devo andare a Parigi per esaminare il luogo della gara. Per saltare la scuola dovrò inventarmi una bella scusa. I miei fratelli mi hanno dato il permesso di fare questa trasferta, perciò è meglio che io non perda quest’occasione. Queste trasferte con la squadra capitano regolarmente, perciò sono abituata a fare i bagagli in fretta, inventare scuse da dire alla segretaria della scuola, recuperare i compiti, preparare la cena per i miei fratelli per più giorni e riuscire a prendere l’aereo in tempo. Il mio allenatore mi sgrida per ogni singolo errore commesso e, se commetto qualche infrazione, mi butta fuori dalla squadra e io non posso assolutamente permettermi di abbandonarla. Io e i miei fratelli infatti, abbiamo dovuto trasferirci qui in Australia, non solo per colpa mia, ma mi sento la responsabile maggiore.

 

IL GIORNO DELLA PARTENZA…

Mamma mia, i miei fratelli stanno facendo una scenata dicendomi di non partire, ma da quando loro sono così? Per lasciarmi andare ho dovuto promettere loro che ogni sera li avrei chiamati per far sapere loro come stavo e se mi fosse successo qualcosa durante la giornata, che non sarei uscita dall’albergo dopo le dieci, non giro da sola per la città e non passo troppo tempo sola con i ragazzi.

Appena scesi dall’aereo, ci hanno accompagnato all’albergo e ci hanno assegnato le camere; a me è capitata la numero 28. Posso confermare che Parigi ha degli hotel magnifici, per non parlare della vista mozzafiato che si vede da camera mia (ho una camera singola, per fortuna). Abbiamo avuto un’ora circa per sistemarci, poi siamo dovuti andare in piscina. Le piscine delle OLIMPIADI!!!!!!!!!!! Non ci posso ancora credere, è un sogno che si avvera. Le piscine sono bellissime, ancora più belle di come me le immaginavo. Ora mi manca solo tuffarmi in questo sogno ad occhi aperti!

 

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